Dopo aver visto il segmento principale che ha chiuso l’ultimo Raw prima di Tables – Ladders and Chairs possiamo dirlo: abbiamo toccato il fondo.

C’era una volta, infatti, il piu grande sport-spettacolo del mondo. Criticato, vituperato, anche deriso: ma i cui echi ci riportavano a fantasie lontane e fanciullesche, ai tempi in cui ammiravamo la complessa semplicità del mondo portato in scena dai vari Hulk Hogan – Ultimate Warrior o, in epoche più recenti, Kurt Angle e HHH. Il mondo della WWE ci circondava, vivevamo momenti felici, fantastici in cui il buono combatteva il boss arrogante di turno o si preoccupava per la sua donna concupita da un rivale cattivo e spietato. Stiamo parlando di uno show che faceva divertire le piu disparate categorie di persone, finendo anche sui telegiornali di altri paesi o nei più grandi talk show americani. Il wrestling era, e tale dovrebbe essere ancora oggi, una favola capace di lasciare a bocca aperta i fan che ancora non dovevano fare i conti con i social media e i vari videogiochi con cui costruirsi una WWE parallela (e probabilmente migliore).

La recita di Steve Austin, Undertaker e altre centinaia di nomi girava il mondo e faceva parlare di sé (nel bene o nel male). Questa gente sulla strada quasi tutto l’anno, noi l’ ammiravamo stupefatti dal salotto di casa bramando prima o poi di vederla almeno una volta dal vivo. C’erano alti e anche bassi, passaggi magari discutibili: però lo spettacolo era senza eguali, caratterizzato da uomini volanti, personaggi “larger than life” e simpatiche macchiette. Eddie Gilbert combatteva contro un orso, Jimmy Snuka volava da una gabbia lasciandoci a bocca aperta, e Macho Man con la sua voce da rocker c’ipnotizzava ad ogni intervista. Tutti loro però vivevano per l’applauso degli spettatori e, probabilmente, anche per il sorriso dei bambini.  Ebbene si, c’era una volta il vero wrestling.

Una disciplina antichissima, che però ora sta veramente vivendo il suo periodo più buio e che ho quasi paura potrebbe sparire per sempre. Il mondo si è evoluto, la crisi non risparmia nessuno.. etc:
tutte frasi fatte ma che, ahimè, rispecchiano l’attuale realtà di una disciplina che fatica ad incollare al teleschermo anche il più incallito ed acritico dei fan. Sul nostro amato wrestling c’è sempre stata una gogna mediatica davvero ingiustificabile, un attacco continuo che ha bistrattato grandi campioni con il solo obiettivo di screditarli e farli apparire ridicoli. Il wrestling però è sempre sopravvissuto e si è reinventato.

Ora però siamo oggettivamente in un momento davvero difficile, perché il grande carrozzone del catch si sta distruggendo dal suo interno, sta implodendo su se stesso: la possibilita negata a certi wrestler di mettere in mostra le proprie qualita, la scelta di nomi che anche un cieco capirebbe non hanno la stoffa per tirare la carretta, e tanti altri problemi stanno disintegrando anni di gloriosa storia. Non ci sono riusciti giornalisti, finti benpensanti, e molti altri che negli anni hanno attaccato in maniera talvolta ridicola la WWE e le altre federazioni.

Ora però stanno facendo tutto per autodistruggersi: ho visto per ben tre volte il finale dell’ultimo Raw e, vi giuro, l’intento era di provare a tirar fuori uno spunto positivo cui potermi appigliare per questo pezzo. Scusate davvero, non ci sono riuscito! Un parlato pietoso, dei tempi lunghi e quasi da agonia per un segmento che non stava in piedi nemmeno a imbottirlo di anfetamine, un pubblico gelido e che ha avuto l’unico momento di risveglio nel nickname che Roman Reigns ha affibbiato a Sheamus. Pensiamoci: di un pezzo che avrebbe dovuto lanciare gli acquisti del PPV, far bollire a temperature astrali la rivalità tra il campione e lo sfidante cosa è rimasto?

Lo sfottò di Roman Reigns? Beh, siamo a posto! Non ho problemi ad assicurarvi che TLC mi incuriosisce solo per il match tra gli ECW Originals e la Wyatt Family e, in parte, per il match tra Ryback e Rusev. Non mi pare una grossa prospettiva

Alla prossima!